Sito dedicato alla comunità di Montecelio e alle sue tradizioni: in particolare alla festa di San Michele con la sfilata delle Vunnelle.

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Augusta Stazi - Pittrice post impressionista
Augusta Stazi è nata a Montecelio (Roma) il 17 agosto 1946, dove risiede e svolge la propria attività artistica in Via del passeggio n. 206. Artista autodidatta, ha perfezionato la sua naturale inclinazione frequentando l’Istituto Magistrale “Isabella D’Este” di Tivoli, dove ha conseguito il diploma che le ha permesso di insegnare nella scuola elementare.
Gli inizi? Ascoltiamoli dalla sua viva voce: << Fin da bambina disegnavo per la strada: sporcavo i muri con gessi colorati, riempivo blocchi notes con immagini che avevano colpito la mia fantasia. Mi sono avvicinata al colore frequentando la Scuola Magistrale; il mio professore di educazione artistica era un pittore - scultore amante degli impressionisti e degli espressionisti, in particolare adorava Van Gogh. L'amore suo per questo pittore mi contagiò tanto che da allora non feci che rielaborazioni dei suoi dipinti ("Il seminatore", "Girasoli", ecc.). Il professore, dando ottimi giudizi ai miei lavori, sosteneva che io avessi estro, ma allora io non pensavo di diventare una pittrice... Difatti, come insegnante, amo la mia professione ma posati i libri del lavoro prendo tela, pennelli e colori e quando il giorno volge al termine ed il sole affonda all'orizzonde mi sforzo di cogliere quelle magiche sfumature cromatiche.... ma la visione è così rapida...>>.
Nel 1976 la prima mostra personale, poi una vivacissima attività artistica incorniciata da diversi premi oscar e numerosi riconoscimenti; l’Istituto di Cultura Universitaria e di Studi Superiori dell’Accademia Tiberina di Roma ha insignito l’artista: “accademico associato” per meriti.
Nel recente passato la produzione artistica si è incentrata sull’esecuzione di opere dal carattere paesaggistico: deliziosi angoli e suggestivi scorci del borgo di Montecelio, luoghi dove la Stazi ha vissuto la propria infanzia, negli anni del secondo dopoguerra. Ma all’attenzione della pittrice non è sfuggita la Versilia, località prescelta da sempre per le proprie vacanze e divenuta, negli anni, vera e propria seconda patria.
Il suo curriculum e le sue opere le troviamo in
http://www.augustastazi.it
Sergio Fedeli
Nasce a Montecelio (Roma) l'11 maggio 1953 da Mario, dipendente di un cementificio locale e Anna Bufalieri, casalinga.
Si è diplomato all'Istituto Tecnico Commerciale dove si distingue nelle materie letterarie ed in particolare nelle composizioni dimostrando uno spiccato senso narrativo. E' di questo periodo il grande amore per gli umanisti, soprattutto per Petrarca, che studierà in maniera approfondita. Si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Roma che non frequenterà mai. Intanto continua la sua formazione socio-politica impegnato tra l'altro, nel movimento studentesco post-sessantottino.
Nel 1974 scrive, dopo una vacanza a Venezia, le sue prime poesie e partecipa alla rappresentazione di una scenetta in dialetto durante la festa tradizionale del suo paese.
E' tra i soci fondatori della Famiglia Artistica Monticellese un'associazione culturale polivalente che ha lo scopo di avvicinare alle varie discipline artistiche. Inizia, in collaborazione con Pino Armezzani del circolo culturale Gianni Bosio di Roma, un'attività di ricerca sulla cultura popolare a Montecelio che dà buoni esiti.
Nel 1978 fonda l'Insieme Teatrale. Inizia a scrivere e a dirigere rappresentando numerosi spettacoli imperniati sul dialetto locale i cui testi nascono da un'ulteriore ricerca sulle tradizioni locali. Pubblica i volumi "L'Insieme Teatrale 1" e "L'Insieme Teatrale 2" nei quali raccoglie i testi di alcuni spettacoli dialettali. S'impegna nelle scuole in qualità di animatore, attività che svolge tutt'ora.
Nel 1981 ottiene l'autorizzazione da Eduardo De Filippo a tradurre e rappresentare in dialetto monticellese "Natale in casa Cupiello" che ha grande succeso di pubblico e di critica.
Nel 1982, '83, '84 collabora all'organizzazione dei Festivals internazionali di teatro che hanno luogo a Montecelio partecipando anche con uno spettacolo prodotto dal suo gruppo.
Nel 1989, in divergenza con la maggior parte dei componenti l'Insieme Teatrale circa le scelte, la vita, gli intendimenti del gruppo e il ruolo del regista, si dimette e fonda il Teatrargo con il quale scrive e dirige numerosi spettacoli.
Nonostante il preminente interesse per la scena, l'amore per la poesia non lo abbandona mai: legge e scrive nei rari momenti di intima solitudine.
Nel 1996 pubblica la raccolta di poesie "Il dolce tempo che riparte".
Nel 1998 assume la carica di direttore artistico della compagnia "Teatrargo".
E' imminente la pubbicazione di due suoi libri: "Il teatro a Montecelio dal 1900 ad oggi" e "Tre favole per cantastorie"
Filippo Greggi
Greggi Filippo di Agostino, fossante, e Adalgisa Colatei, casalinga, è nato il 13 ottobre 1949 a Montecelio dove risiede. È sposato con Caterina Sperandio (Rina, 'a maestra dell'asilo) e ha due figli, Fabrizio e Mirko, entrambi sposati. E' nonno della piccola Elisa.
Si è diplomato nel 1968 presso l'Istituto Magistrale Statale "Isabella d'Este" di Tivoli. Dopo una parentesi di lavoro nelle Case di rieducazione per minorenni di Deliceto (Foggia) e "Niccolò Tommaseo" di Tivoli, nel 1970 è entrato nelle Ferrovie dello Stato dove ha raggiunto il massimo grado della carriera di Capostazione.
Nel 1996 è stato insignito dell' onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica.
Si è spesso impegnato nelle iniziative di volontariato e socio-culturali di comitati ed associazioni operanti a Montecello. Per tanti anni è stato presidente della Banda Musicale Cornicolana.
Attualmente fa parte del Gruppo Archeologico e della Pro Loco e da sempre è appassionato cultore e studioso della storia, cultura, folclore ed in particolare del dialetto di Montecelio che usa per scrivere poesie, racconti, favole, farse, commedie e filastrocche.
Alcune delle sue opere sono state premiate in vari concorsi dialettali.
Nel 1992 ha pubblicato "Il tesoro della memoria - Composizioni nel dialetto di Montecelio";
nel 1994, assieme a Maria Sperandio, Maria Teresa Petrara e Laura Cerqua, "Usulate - Vita e Sapere popolare a Montecelio";
nel 2001 "Nonno Tranvà - La favola monticellese del carrettiere burlone";
nel 2008 "Montecelio, mille anni di storia" di Maria Sperandio, accoglie un suo contributo.
In questi ultimi tempi è impegnato a rifinire un lavoro che porta avanti da anni: un articolato dizionario monticellese / italiano con allegate due appendici relative ai giochi per ragazzi e a centinaia di personaggi caratteristici del paese ricordati dalla memoria popolare.
Rinaldo Fedeli - Pittore

Rinaldo Fedeli è nato nel 1942 a Montecelio, radice storica di Guidonia Montecelio.
Nel 1963 si trasferisce a Milano e si collega, pur autodidatta, con un gruppo di pittori della "Famiglia Artistica Rhodense", entrando in un rapporto di intensa amicizia soprattutto con il pittore Bruno Ceriani.
Nel 1966, a Rho, espone per la prima volta le sue opere nella mostra collettiva "Pomero".
Tornato a Montecelio, negli anni '70, partecipa ai movimenti culturali sia locali sia della capitale. Organizza mostre, esponendo in numerose manifestazioni collettive e personali in Italia. Fonda a Montecelio negli anni '90 con altri pittori il Gruppo "I Capocroce".
Un giudizio di Alberto Sughi:
......Rinaldo Fedeli è un artista vero, la cui pittura ha il sapore della vita agra, del tempo che scorre, delle cose buone strappate con pazienza alla natura.
......mi sorprende la sostanza terragna di questo pittore, la semplicità solenne delle sue composizioni; non c'è nessuna tentazione di facile pittoricismo, c'è piuttosto la coscienza formale di chi ha "frequentato" buoni maestri. Il maestro a cui sembra tenersi stretto Rinaldo è addirittura il pittore più cosciente e coltivato dell'arte italiana: Giorgio Morandi.
Rinaldo Fedeli lavora a Montecelio, via Tullio Sperandio,10. tel. 0774.511039................ Curriculum

Bruno Balestrieri (1909 - 1990)
Medico monticellese (1909 - 1990). Latinista e profondo conoscitore del greco antico. Si definiva Laudator temporis acti. Amava parlare e scrivere nel nostro dialetto. Nel 1978 fece stampare a sue spese Francisconata - Bernesca in dialetto monticellese con note e commento. Un'opera, definita da esperti, colta e popolare assieme, con approfonditi studi di fonologia e ortografia dialettale, statistica dei dialetti, pedagogia e sociologia del linguaggio.
Michelangelo Cianti (1840 - 1923)
Frate Minore Osservante, fu l'ultimo religioso ad abitare e custodire il convento di S. Michele dopo il 1873, quando molti beni ecclesiastici furono incamerati dallo Stato Italiano. A lui si devono le pitture murali che decorano integralmente la chiesa conventuale di S. Michele e l'abside di S. Giovanni, nonché molti altri dipinti nelle chiese di Montecelio e del circondario.
Ideato e realizzato da Angelo Stazi © Comitato S.Michele Arcangelo Classe 1949